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Un network di avvocati socialisti lombardi assisterà gratuitamente le famiglie che decideranno di ricorrere al giudice per vedersi  riconosciuto il diritto ad accedere al bonus bebè che esclude le famiglie che hanno figli adottati.          


Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha emanato un provvedimento definito “Reddito di autonomia - determinazioni in merito a misure a sostegno della famiglia per favorire il benessere e l'inclusione sociale”. La normativa prevede, per le famiglie che mettono al mondo figli e hanno un reddito non superiore a 30.000 euro, un contributo una tantum di 800 euro per il secondo figlio e di 1.000 euro per i figli dal terzogenito in poi, con lo scopo di combattere il calo demografico. 

“Tuttavia – ha detto Lorenzo Cinquepalmi, l’avvocato che coordinerà il network di professionisti a disposizione delle famiglie lombarde - alcune delle condizioni imposte contraddicono lo scopo e rendono la norma discriminatoria: una famiglia lombarda, residente da più di cinque anni, che accoglie tra i suoi figli un orfano adottato, magari nato all'estero, e si impegna a farne un cittadino di domani, non rientra tra coloro che hanno diritto al contributo.

E’ una norma che tradisce gli scopi che dichiara di perseguire e rivela la sua  finalità discriminatoria”- ha aggiunto Cinquepalmi. Anche il segretario del Psi, Riccardo Nencini, aveva definito “anticostituzionale e discriminatoria la norma, perché viene meno al principio secondo cui tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla legge, annunciando battaglia”.

Per rivolgersi agli avvocati socialisti si può scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.