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Takis Karytinos
(Pavia  27/2/2017 )

 

CONGRESSO  PSI  2017

I congressi dovrebbero essere momenti di confronto di idee e di uomini portatori delle idee stesse per arrivare a un programma che dovrebbe essere la base delle proposte politiche a favore del cambiamento del paese. La mozione unica calata dall’alto non mi sembra che abbia nulla del genere e di confronto democratico all’interno di un partito che deve crescere proponendo idee e persone. Io cercherò di dare comunque il mio contributo anche se non condivido le modalità e non sono molto fiducioso sul risultato.

SANITA’

Il nostro Sistema Sanitario, tanto decantato, più per il passato che per il presente, ha tali e tante falle che lo rende oramai non un modello da emulare ma da cambiare. E’ sotto gli occhi di tutti l’ammassarsi dei cittadini ai Pronti Soccorso alla ricerca di una risposta rapida ai loro problemi di salute. E questo per due motivi:

1. La mancanza dell’assistenza primaria adeguata e della prevenzione.

2. L’insostenibile ricorso ai tichet per visite ed esami. L’istituto inoltre delle prenotazioni, rende quasi inaccessibile l’accostarsi all’ offerta.

Cosa fare? 

1. Sostituire il Medico di Base con la Medicina di base. Già in certi posti e per iniziativa di singoli o di piccoli comuni si sta procedendo alla aggregazione dei Medici di Base, senza criteri di territorialità ed in mancanza di un progetto organico nazionale e regionale. Si deve procedere alla suddivisione del territorio, urbano ed extraurbano, in aree di 5-10.000 abitanti e l’istituzione di Centri Sanitari di Base, dove agiscono Medici, infermieri e personale tecnico amministrativo e terapie di supporto. Tali centri devono offrire assistenza sanitaria 24 h su 24 ed essere il cardine della prevenzione sul territorio

2. Riguardo i tichet, è meglio far pagare certe prestazioni che salassare il cittadino suddividendo le varie prestazioni in tante piccole voci volte soltanto a far cassa e a torturare il paziente con tanti accessi assurdi ed insignificanti. Fermo restando che personalmente sono contrario all’istituzione del tichet, sarei per lo meno del parere di quantificare il costo di ogni esame e far pagare la partecipazione del cittadino sulla base percentuale del 10-15% per poi eliminarlo.

3. Va eliminata l’impegnativa ed usato il tesserino sanitario per l’erogazione della prestazione, salvo rari casi

4. Le prenotazioni vanno fatte dai Centri S. di B. Quelle che il paziente fa autonomamente, sono a carico suo

5. Le prestazioni vengono registrate e rese fattibili attraverso il tesserino del dipendente e la tessera sanitaria del assistito. Questo sistema può valere anche per i liberi professionisti , in intramoenia e non, allargando cosi le maglie delle prenotazioni e l’eliminazione delle attese.

GESTIONE DELLA SANITA’

E’ assurdo che il campo sanitario sia terreno di conquista di politici e di gente che nulla sa della sanità e delle sue specificità. La Sanità va resa il più possibile  autonoma per offrire qualità e quantità di prestazioni a costo molto inferiore, escludendo affaristi e politici arrivisti, spreconi e irresponsabili.

Bisogna pertanto dare alla Sanità Provinciale un GOVERNO SANITARIO PROVINCIALE, eletto per i 2/3 dai dipendenti stessi e per 1/3 integrato da amministratori locali (i vice sindaci dei comuni più grandi), che avrà la responsabilità delle scelte sanitarie provinciali, nel ambito del S.S.N. Le regioni avranno il compito di coordinare e di sorvegliare sulle loro scelte. Le elezioni dovranno essere svolte sul modello Universitario e con mandato quadriennale e senza possibilità di rielezione del Presidente stesso, il quale però passa a far parte del Consiglio Regionale della Sanità, per altri quattro anni, di cui Presidente è l’Assessore Regionale della Sanità. All’ O.S.P. spetta la nomina degli O.S. di Zona.

LAVORO

Si nasce piccoli e si diventa grandi. Da giovani e forti si diventa vecchi e fragili. E’ assurdo pensare che la vita lavorativa di una  persona sia identica dall’inizio alla fine, riguardante di fatto tutte le professioni. Fermo restando il periodo lavorativo di una persona nella sua globalità, si può passare da una linea più o meno retta ed orizzontale ad una linea pendente decrescente. Questo significa lavorare di più quando si hanno le forze, per poi diminuire l’orario del lavoro col passare degli anni, oltre che modificare le condizioni, come succede in qualche altro paese europeo. Questo darà vantaggi non solo al lavoratore che invecchia ma anche al datore di lavoro, pubblico o privato che sia. Favorirà il graduale inserimento dei giovani nel mondo lavorativo e fonderà forza ed esperienza e non rottamazione ed esclusione, oltre che perdita di conoscenze, esperienze e valore produttivo e sociale. Alle persone più anziane darà la possibilità di dedicarsi di più a se stessi e alla famiglia senza gravare sulle ore lavorative, agendo positivamente alla qualità produttiva.

Il limite superiore per la collocazione volontaria in pensione deve essere il 65 esimo anno di età per gli uomini e 60-62 per le donne. Dando comunque a loro la possibilità di collaborare, senza occupare posti di lavoro effettivi, con al massimo 20 ore settimanali. Escludere una persona sana ed integra completamente dalla vita produttiva lo considero assurdo e va modificato questo pensiero, salvaguardando i posti di lavoro per i giovani. Bisogna infine differenziale gli stipendi sulla base del nucleo famigliare. E’ assurdo che un singolo abbia quasi lo stesso stipendio di chi ha una famiglia e dei figli. Come non è possibile che la famiglia, per i concorsi non faccia titolo. Va valorizzata la meritocrazia e va incentivato il lavoro stagionale degli studenti, esemplificando le brevi assunzioni, pagando i contributi ed usando come titolo il lavoro studentesco.

ELEGGIBILITA’

Il lavoro è una componente importante nella formazione di un cittadino. Troppo spesso si assiste alla scalata del potere, a vari livelli, da parte di persone che non hanno esperienza di lavoro e di vita. Non si può pertanto pensare che chi si candida di rappresentare e governare gli altri, sia senza esperienza di vita e di lavoro. Per quanto mi riguarda dovrebbe essere eleggibile chi ha compiuto almeno 35 anni ed abbia versato contributi per 10 anni oppure laurea Universitaria +gli anni di contributi per i 10anni. Chi invece si candida per il senato, 40 anni di età e 15 anni di contributi. Per incarichi specifici come assessore e ministro deve possedere anche capacità specifiche.  Al certificato penale si deve aggiungere anche quello fiscale e rendere incompatibile ogni attività privata o pubblica con elezione a cariche istituzionali. Dividere alla fine il possesso di grandi ricchezze e la carriera politica attraverso meccanismi neutrali ed incontestabili.

COMUNI

Le risorse che i comuni assorbono sono enormi per il bilancio dello stato e di tutti noi, in rapporto dei servizi che offrono. La frammentazione moltiplica i costi senza avere adeguati servizi. Tanti anni fa è stata votata dal Parlamento una legge per l’aggregazione dei comuni, mai messa in atto. Oggi non ha senso andare aventi con comuni con 30-100-300 o mille abitanti. Bisogna passare ai macrocomuni con almeno 10.000 abitanti. In Grecia, con meno densità abitativa è stata fatta circa 20 anni fa. Noi non possiamo più aspettare. Si recuperano risorse e governabilità a tutti i livelli. Le legislature vanno ridotte a quattro anni e il presidente della repubblica con mandato di 5 anni. Le provincie devono essere l’unita territoriale amministrativa dello stato con funzione di controllo e coordinamento dei comuni. Il consiglio provinciale deve essere eletto ed integrato da rappresentanti locali.

UNIVERSITA’

Vanno istituiti i crediti personali nei confronti degli studenti che non possono sostenere i costi di una vita universitaria e che dovranno essere restituiti in pari tempo durante il periodo lavorativo. Creare delle cattedre non permanenti dando la possibilità a eccellenze di insegnare per un periodo determinato. Le specializzazioni in campo medico vanno rese ospedaliere con un esame teorico universitario integrativo

IMMIGRAZIONE

Un problema enorme che le nostre società stanno affrontando e che non può essere risolto solo con l’accoglienza. Anzi ritengo che tale parola e comportamento vadano sostituite con prevenzione verso la criminalità che gestisce il traffico umano e affrontando concretamente la migrazione clandestina a vari livelli: Controllo delle frontiere, centri di riconoscimento e smistamento galleggianti, rapido rimpatrio, gestione dei rifugiati aventi diritto con criteri di veloce rimpatrio e politicamente sostenuto. L’immigrazione gestita come ora rischia di diventare una bomba che ci scoppia fra le mani con conseguenze inimmaginabili. La nostra società non può assorbire tutte queste persone e non può dall’altra parte ospitarli in eterno. Il momento di rottura è inesorabile. Il momento critico non è lontano. Chi vuol governare uno stato non può non guardare lontano o anche al domani.

ECONOMIA

Vanno detassati i redditi inferiori di 10.000 lordi annui. Vanno detassate le famiglie che hanno figli disoccupati, purché questi siano iscritti in elenchi di disoccupazione e non rifiutino per più di tre volte la collocazione al posto di lavoro proposto. Sostituire l’attuale modalità di tassazione con la tassazione progressiva con formula matematica.             

 

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RELAZIONE ORGANIZZATIVA PSI PROVINCIA DI PAVIA

  

Relazione organizzativa  

Obiettivo di questa relazione è di proporre ai Compagni un’organizzazione adeguata ad un partito, sia pur piccolo, che però intenda riconquistare alla politica socialista una porzione significativa dell’elettorato dotandosi di un progetto credibile e degli strumenti per diffonderlo e realizzarlo. Inutile elencare le problematiche di un partito piccolo come il nostro. E’ molto meglio ragionare sul modello operativo.  

L’attuale forma partito del PSI è quella del partito tradizionale fondato sulle sezioni. E’ un modello che funziona se il partito è diffuso e radicato nel territorio, funziona molto meno se il radicamento è scarso e, soprattutto, -disomogeneo. A ciò va aggiunta la disomogeneità della provincia in cui operiamo, suddivisa in tre territori principali (Pavese, Oltrepo e Lomellina) ma che al loro interno hanno loro ulteriori specificità.  

In questo momento noi stiamo operando come un partito tradizionale, pur non avendone i numeri e la struttura relativi, il che rischia di vanificare ogni sforzo singolo e collettivo.  

Non entro nel merito dell’efficacia dei partiti tradizionali nemmeno se questi hanno strutture e numeri, il discorso ci porterebbe lontano, preferisco privilegiare il poco tempo a disposizione per proporre un modello organizzativo più adeguato, a mio avviso, alle nostre possibilità ma anche ai tempi. 

Per realizzare le condizioni minime di funzionamento, dobbiamo cercare di avere una presenza nel territorio  che garantisca quanto meno l’acquisizione di informazioni utili. La situazione ottimale, rispetto ad oggi, la raggiungeremo quando avremo anche una presenza fisica utile a promuovere iniziative e progetti locali.   

L’obiettivo che dovremmo porci oggi è, quindi, quello di costruire una rete socialista entro il 2018, costituita da nodi fisici, cioè da almeno un referente per comune e da nodi operativi (ovvero creare e condizioni perché si costituisca un nucleo comunale nel più ampio numero di comuni possibile).
 
Come possiamo fare?

 

Rappresentanza politica  

Per prima cosa direi che occorre investire chi garantisce la presenza nel territorio del ruolo necessario ad avviare e a  gestire la costituzione del nucleo (d’ora in poi NCS: Nucleo Comunale Socialista) fino a che non si trasformerà in sezione vera e propria.  

Ciò vuol dire che ogni Compagno presente in un Comune assumerà d’ora in poi il ruolo di Segretario a livello comunale. Sappiamo che questo ruolo è teorico ma serve a responsabilizzare in modo diretto i singoli compagni a sviluppare l’iniziativa nel proprio territorio sia cercando di dar vita alla sezione sia avendo un ruolo diretto nelle diverse occasioni istituzionali in cui necessiti una rappresentanza.  

Avviato a soluzione il problema della rappresentanza comunale occorre garantire anche il funzionamento del partito a livello provinciale.  

Come sappiamo la nostra provincia è costituita da territori con una propria discreta identità. Grosso modo i territori sono quattro: il Comune di Pavia, l’area pavese (a nord-est di Pavia), l’Oltrepo e la Lomellina. Per il momento ne consideriamo tre: il pavese, l’Oltrepo e la Lomellina.  

E’ comodo, al momento, ipotizzare che vi sia un vice-segretario provinciale che, in ognuno dei tre territori, li rappresenti con l’obiettivo di garantire la presenza nei territori, in forma coordinata a livello provinciale.  

Ai tre territori individuati aggiungerei, in via transitoria, un rappresentante anche per la Lomellina meridionale che possa garantire la copertura politica di quest’area che pur parte della Lomellina ha sue specificità che la collocano a cavallo fra l’area di influenza milanese e quella di influenza vogherese e pavese. 

 

Comunicazione  

Secondo passaggio ineludibile, da realizzare, è quello di dotarsi di un sistema informativo autonomo. Già parlai del sito e tutt’ora sono convinto che sia lo strumento a costo più basso ma anche il più efficace nello sviluppare in modo continuativo l’informazione e anche le premesse di tipo organizzativo. Per ragioni diverse non siamo passati dalle parole ai fatti ma adesso occorre farlo.  

L’informazione dovrà basarsi su un sito internet multimediale e sulla gestione e produzione di una newsletter (a cui si vorrebbe dare una cadenza almeno trimestrale) dando così modo ad ogni singolo compagno (ma anche a chi acceda al sito internet) di leggere e, se serve, stampare in proprio un contenuto aggiornato periodicamente.  

Va da sé che ogni strumento informativo dev’essere alimentato. Pertanto viene proposto a ogni singolo compagno, in relazione al ruolo assunto, di sviluppare informazione almeno con cadenza mensile. Naturalmente l’invito vale per qualunque altro compagno.  Si invita, inoltre, ogni compagno a fornire (e chi non l’avesse a dotarsi) l’indirizzo di posta elettronica. 

 

Organizzazione territoriale 

Area territoriale

Ruolo

Nome

Federazione Provinciale di Pavia

Segretario Provinciale

Carlo Pizzi

Federazione Provinciale di Pavia

Tesoriere

Italo Maggioni

Area Voghera Oltrepo

Responsabile NCS

Alfassio Grimaldi Edoardo

Area Pavia

Responsabile NCS

Panajotis Karytinos - Takis

Garlasco e Lomellina meridionale

Responsabile NCS

Dario Homok

Cilavegna

Responsabile NCS

Alberto Tappa

Cassolnovo

Responsabile NCS

Rino Ballone

Vigevano e Lomellina

Segretario Sezione

Carlo Pizzi

  

Infine, tornando alla struttura classica del partito, abbiamo la federazione provinciale di Pavia coordinata e rappresentata dal Segretario Provinciale a cui affiancare figure specifiche che sviluppino e gestiscano i diversi aspetti del programma politico a livello provinciale.   

La proposta relativa è la seguente: 
 

ARGOMENTO

NOME

NOTE
  

- Viabilità e trasporti

Alfassio Grimaldi Edoardo

 

- Sanità e welfare

Panajotis Karytinos - Takis

 

- Relazioni con gli Enti Locali e le altre Istituzioni.

Italo Maggioni

 

- Tematiche istituzionali e Diritti Civili.

Italo Maggioni

 

Organizzazioni Sindacali e temi del lavoro

Dario Homok

 

- Tematiche giovanili e Tempo Libero
- Etica in agricoltura e allevamento

Alberto Tappa

 

- Agricoltura (produzione)

Rino Ballone

 

- Comunicazione.
- Comunità, identità e sviluppo dei Territori

Paolo Romeo

 

- Cultura e Storia

Fabio Baroni

 

- Tematiche a tutela degli animali

Michela Pizzi

Non iscritta

- Costruzione Gruppo di Ricerche Archeologiche in Vigevano

Giacomo Pertot

Non iscritto

 

 

 

 

RELAZIONI TEMATICHE

 


  

Comunità, identità e sviluppo dei Territori 

Paolo Romeo 

 

L’indirizzo che si vuol dare a questo incarico è di realizzare un contesto in cui economia, cultura, storia e potenzialità dei territori rappresentino materie trasversali. Ogni singolo territorio (che si tratti di aree geopolitiche o di singoli comuni) è dotato di una sua identità che talvolta ha creato distorte culture campanilistiche e talvolta aspirazioni frustrate alla valorizzazione di ciò che è specifico del territorio stesso. A volte invece, per fortuna, ha posto le premesse per aspetti positivi.  

Il PSI ambisce a essere un partito di comunità, da valorizzare per ciò che effettivamente rappresentano o potrebbero rappresentare a partire dall’economia locale e dalle potenzialità espresse e inespresse.  

Questa funzione prevede pertanto lo sviluppo di lavoro autonomo ma anche di confronto con altre funzioni presenti nell’organigramma provinciale.  

L’obiettivo finale è di essere elemento utile ad avviare il processo collettivo di ricostruzione sociale economica e culturale nei singoli territori della Provincia. 
  

Il territorio quale paradigma di riferimento dei socialisti. 

Il socialismo delle Comunità locali.

Il PSI deve strutturarsi come partito che ha come paradigma di riferimento la cultura del territorio inteso come l’ambito nel quale i cittadini e le comunità si formano nel riconoscimento reciproco di comuni tradizioni, valori e progettualità economica e sociale. I territori sono gli eredi di storie radicate nella coscienza popolare e non a caso la giurisprudenza assume nelle controversie legali come valore giuridico i cosiddetti usi e le cosiddette consuetudini. 

Cos’è il territorio. 

Il territorio è l’insieme degli ambiti naturali, culturali, storici, sociali e giuridici individuali e collettivi in cui le persone affondano in modo diretto le proprie radici acquisendo in modo naturale e senza ulteriori intermediazioni caratteristiche valoriali specifiche. Nel territorio il cittadino elabora assieme ad altri cittadini la soluzione per la maggior parte dei suoi problemi, siano essi di salute, siano essi burocratici o di vita. Nel territorio i problemi della qualità della vita e dell’ambiente diventa aspetti della vita quotidiana individuale e familiare. 

Valorizzare il territorio. 

Per queste ragioni il “territorio” è per noi socialisti pavesi, il paradigma dei paradigmi ed è questo il nodo attorno al quale si deve sviluppare la progettualità socio-economica del PSI, a cominciare dalla tutela dei soggetti giuridici, sociali ed economici che al territorio danno vita e vitalità. 

Nel territorio si incrociano gli interessi delle imprese a carattere locale (imprese municipalizzate, banche popolari e di credito artigiano, imprese artigiane, commerciali, turistiche e agricole, ecc…) a quelle degli enti istituzionali locali (comuni, enti ospedalieri, enti turistici, associazioni professionali e di impresa, ecc…). 

A questi interessi e all’identità storica fanno riferimento la comunità locale. La politica socialista, coerentemente con l’impostazione della mozione e di questa proposta di integrazione,  intende valorizzare le comunità locali nella convinzione che la coesione sociale inizia proprio dalla valorizzazione del territorio così inteso.

 

 

Rapporti mondo agro-zootecnico e PSI 

 Alberto Tappa

 

Etica in agricoltura e allevamento

È giunto finalmente il momento di analizzare e rielaborare il rapporto uomo-agricoltura-zootecnia-ambiente.

Questa crisi economica ha avuto senz’altro il pregio di farci vedere con occhi differenti quello che fino a ieri avevamo sotto agli occhi e che fingevamo di non vedere, e cioè: lo stretto rapporto che unisce ed influenza l’uomo con i suoi comportamenti e l’ambiente. Inutile ricordare che l’uomo fino agli albori della sua nascita a dovuto interagire con il territorio e gli animali in cui esso vivevano, possiamo però affermare che dalla rivoluzione industriale in poi, l’uomo ha avuto un lento e costante distacco da quello che è sempre stato un rapporto simbiotico, tra il luogo dove viveva e produceva dei beni per i suoi bisogni - i quali per forza di cosa erano localizzati in un areale ristretto - e quello che diventerà presto la realtà di domani con l’industria 4.0, ovvero la sostituzione dell’uomo per molte mansioni e la completa digitalizzazione della produzione con sempre più delocalizzazione delle produzioni in luoghi attrattivamente convenienti.

A mio modesto parere il PSI dovrebbe farsi portatore del concepimento di una nuova e al contempo stesso vecchia visione, la quale, vorrebbe riproporre l’uomo e l’agricoltura (con tutto quello che ne consegue) all’interno dell’ambiente terrestre, come centro di una visione di sviluppo della società, la quale oggi, è più che mai matura per una sempre più crescente richiesta di etica, sia in ambito agricolo, che in quello zootecnico e non solo. Risulta sempre più evidente che la richiesta di qualità da parte dei cittadini non sia solo da attribuirsi a mode passeggere ma, innanzitutto, si evidenzia la volontà di voler riscoprire antiche tradizioni che purtroppo molto spesso sono state messe da parte per velocizzare lo sviluppo industriale, e che, come rovescio della medaglia, hanno dato luogo ad un costante abbassamento della qualità e della salubrità dei prodotti solo per la massimizzazione dei profitti.

Il rapporto etico e oserei dire anche “ di sangue”, che lega l’uomo con un territorio, e come conseguenza con l’agricoltura e la zootecnia, è un rapporto che va potenziato sempre di più, evidenziando il fatto che per il nostro proprio sostentamento non sono necessari un numero esagerato di passaggi, ma andrebbe ricercato il rapporto diretto con chi ci fornisce il bene alimentare che noi necessitiamo. Vanno altresì costruite delle politiche di intervento che incidendo sulla tutela del produttore e di conseguenza anche chi lavora per esso, si crei così una “ Filiera della Consapevolezza” il cui fine ultimo dovrà essere quello della sicurezza del prodotto, delle persone che lo producono, del territorio in cui viene prodotto quel bene e soprattutto, garantire a noi tutti prodotti freschi a prezzi ragionevoli.

Un altro obbiettivo che il PSI dovrebbe porsi, è quello di costruire e promuovere con le organizzazioni sindacali agricole, dei luoghi di aggregazione libera per la vendita dei prodotti agricoli che, siano essi piattaforme internet, o gruppi di acquisto, o luoghi fisici di scambio di alimenti abbiano poi la garanzia di un accesso libero. Per questo sarà indispensabile la supervisione dall’amministrazione pubblica che ne garantirà l’accesso libero a tutti!       

 

 

Lavoro 

Dario Homok

 

La Provincia di Pavia è certamente una zona depressa della Lombardia e del Nord Italia, ha subito un processo di deindustrializzazione molto marcata sia nel pavese che nella Lomellina, in particolare a Vigevano.  Il processo di invecchiamento della popolazione è particolarmente marcato, superiore alla media lombarda, con una elevata percentuale di anziani (oltre il 25 % di ultrasessantacinquenni) e di pensionati. 

Tutto il territorio provinciale, e in particolare la Lomellina e il Pavese, sono interessati da un elevato tasso di pendolarismo soprattutto sull’area metropolitana  milanese, ma in misura minore anche verso l’alessandrino e il novarese. 

Il Partito Socialista si esprime per una valorizzazione delle risorse locali con l’obiettivo di non stravolgere la natura economica del territorio, valorizzando le risorse locali, anche attraverso la promozione delle eccellenze locali. 

Potrebbe essere utile la promozione di alcuni “distretti” economici, basati sulla sinergia delle aziende di settore: a titolo di esempio il meccano-calzaturiero di Vigevano, l’enogastronomico dell’Oltrepò, l’agricolo – risicolo della Lomellina. 

Un discorso a parte meritano le eccellenze pavesi: Il polo sanitario che va preservato da tagli che rischiano di depotenziarne la qualità e la quantità delle prestazioni e della ricerca e il polo universitario che sta vivendo anni di crisi, dovuti a fattori di carattere generale. 

Altro tema da affrontare è quello delle infrastrutture e dei trasporti: è necessario programmare investimenti seri e per la riqualificazione della rete stradale e per incentivare il trasporto merci ferroviario, anche in rapporto alle logistiche presenti sul territorio e al previsto polo logistico di Mortara. 

 

Organizzazione della F.G.S. in provincia di Pavia 

 Alberto Tappa

 

Allo stato attuale non sussiste alcuna forma associativa giovanile del PSI sul territorio della provincia di Pavia. La situazione si perpetua così già da diverso tempo, anche per via della crisi di credibilità dei partiti, i quali, fanno fatica ad attrarre i giovani, e soprattutto quelli ricchi di nuove idee sia per via della vita interna dello stesso, che per la costruzione di una nuova società civile.  

Come responsabile della riorganizzazione della federazione giovanile mi ripropongo come obbiettivo primario innanzitutto quello di riavviare dei rapporti con le federazioni giovanili dei vari partiti di sinistra presenti sul territorio provinciale, successivamente mi ripropongo di costruire dei rapporti anche con tutti quei movimenti e associazioni giovanili e non, che richiamandosi a valori con noi condivisi cercano degli interlocutori credibili per esporre le loro idee e per trovare qualcuno che le possa sostenere. 

Penso altresì che il mio ruolo dovrebbe essere a tempo determinato, in quanto è giusto che una volta costruito un gruppo di ragazzi per forza di cose più giovani di me, possano poi loro stessi organizzarsi ed eleggersi un proprio loro rappresentante. 

Le azioni che secondo me potrebbero essere intraprese per riavvicinare i giovani sono quelle di creare un forum permanente d’ascolto delle problematiche giovanili, da riproporre oltre che in ogni singolo comune anche sul territorio provinciale. A tale scopo sarebbe opportuno andare a consultare le organizzazioni studentesche ed eventualmente anche il mondo accademico in modo da riallacciare quei rapporti che ormai si sono persi da molti anni. Andrebbero intrapresi inoltre anche i rapporti con le associazioni giovanili dei vari settori produttivi, anche per avere un maggiore polso della situazione imprenditoriale e lavorativa giovanile sul nostro territorio. Vorrei poi spendermi per creare una scuola di politica in cui si possa insegnare ai giovani cosa significa fare politica con la P maiuscola, ed insegnare come ci si deve comportare una volta diventati consiglieri comunali nel proprio comune. Fondamentale sarà insegnare le basi della vita politica in quanto oggi si assiste sempre più ad un analfabetismo politico che crea solo incomprensioni e rabbia nella popolazione.

 

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COMUNICATO STAMPA

 

 

In tema di adesione all’Area  Metropolitana la consultazione referendaria, non è prevista dalla Legge Delrio, pertanto non è vincolante per nessuno e, se promossa nelle circostanze attuali, è dannosa e umiliante per la città.

 

La città deve ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni e della propria dignità da chi le sta negando, senza addentrarsi in percorsi referendari inutili e costosi.

 

Vigevano ha già fatto quanto necessario per promuovere la sua adesione all’Area Metropolitana. Siano pertanto le forze politiche a prendere una posizione ufficiale, univoca in città e fuori.

 

Deve cessare il gioco delle tre tavolette, da parte delle forze politiche, che in città dicono una cosa e fuori città un’altra.

 

Al Sindaco Sala e alle forze civiche della città chiediamo invece di promuovere la costituzione di una comunità civica forte, coesa e con le idee chiare su ciò che converrà fare sia che si ottenga  l’adesione all’area metropolitana sia che invece non la si ottenga.

 

Noi socialisti, in questo caso e per questo percorso, non faremo mancare il nostro sostegno.

 

28-02-2017

 

PSI di Vigevano

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PSI- Provincia di Pavia

 

La sinistra dei cittadini, delle comunità locali e dei diritti di tutti

 

Proposta di integrazione alla mozione ‘OLTRE IL NOVECENTO La sinistra libera e responsabile’ votata dai socialisti della Provincia di Pavia.

 

 

Sia pur definita per sommi capi, consideriamo interessante la mozione proposta.

Ad essa ed in particolare ai compagni della nostra  Regione  proponiamo la seguente integrazione che approfondisce alcuni aspetti e ne completa altri e che intitoliamo, per comodità di lettura, “La sinistra dei cittadini, delle comunità locali e dei diritti di tutti

 

Quadro generale.

Il nostro è uno Stato nazionale erede di una Storia unica al mondo per le tante radici in cui affonda le proprie origini.

Nella sinistra italiana il Partito socialista, unico sopravvissuto nella forma originale delle correnti laiche e progressiste del Risorgimento, è anch’esso erede di progetti e valori che non hanno trovato il loro compimento nello Stato che si voleva costruire.

A partire dal XX secolo le comunità industriali hanno acquisito la tematica dell’ambiente come elemento critico dello sviluppo e del progresso nei diversi campi.

La globalizzazione dell’economia che, impostata prevalentemente sullo strapotere delle multinazionali e dei poteri forti finanziari, dalla fine del XX secolo sta ponendo in crisi le precedenti interpretazioni di cosa sia lo Stato, impone alla sinistra una maggior attenzione alla tutela dei modelli democratici e delle classi sociali. E’ in particolare su questo che i socialisti, a livello internazionale e locale, devono rivedere i proprio programmi e la propria politica,  per porsi alla guida della tutela delle libertà e della democrazia e per essere protagonisti del cambiamento in corso.

 

L’Unione Europea oggi.

Anche, ma non solo, a causa della Germania il cui ruolo in Europa somiglia sempre di più, specie per gli aspetti negativi, a quello che ebbe il Piemonte nel Risorgimento, l’attuale Unione Europea è lontana da quell’Europa federativa che avevano immaginato i suoi fondatori. Questa, non solo non è un’Europa federativa ma anzi al contrario, è un’Europa in conflitto con le comunità locali non meno che con le comunità nazionali e con le classi sociali.

E’ questo il vero problema che non viene affrontato da chi si limita a condannare i populismi e le nuove destre, senza porsi invece il problema di capire il perché del loro successo.

Un’Europa, che pretende di uniformare i modelli gestionali e organizzativi delle sue comunità così come un’Europa che pretende di modificare modelli di vita intervenendo in ambiti quali ad esempio quelli gastronomici è un’Europa incompatibile con l’intelligenza prima ancora che con i suoi presupposti costitutivi.

Ogni comunità locale ha il diritto di organizzarsi al proprio interno secondo le proprie capacità e secondo le proprie tradizioni. L’Europa, da modello di libertà individuale e collettiva, si sta trasformando in un ente sovranazionale di cui sempre più cittadini intendono farne a meno. Non capirlo significa aiutare i rinati nazionalismi.

I socialisti devono promuovere con forza e in fretta, a livello internazionale e nello specifico a livello europeo, il ritorno ai valori originari costitutivi dell’Unione Europea prendendo in considerazione che mancando questo l’Europa si dissolverà, inutile illudersi.

 

Il socialismo delle Comunità locali.

Il PSI deve strutturarsi come partito che ha come paradigma di riferimento la cultura del territorio inteso come l’ambito nel quale i cittadini e le comunità si formano nel riconoscimento reciproco di comuni tradizioni, valori e progettualità economica e sociale. I territori sono gli eredi di storie radicate nella coscienza popolare e non a caso la giurisprudenza assume nelle controversie legali come valore giuridico i cosiddetti usi e le cosiddette consuetudini.

Pertanto i socialisti pavesi ritengono che il PSI debba tornare ad essere, coerentemente con la propria storia, il partito dell’Italia Federale, ponendo così rimedio alle storture dell’unificazione sabauda e realizzando così un progetto coerente anche con l’attuale mozione che appoggiamo.

Tutto questo può iniziare ad essere a partire dal lancio dell’idea dell’Assemblea Costituente, proposta che noi sosteniamo con forza così come con forza riteniamo debba essere eletta con il sistema proporzionale puro.

Noi proponiamo ai riformisti di ogni tendenza la progettazione condivisa di uno Stato Federale per realizzare il quale basterebbe studiare il modello tedesco che potrebbe diventare il riferimento della nostra trasformazione.

 

Il territorio quale paradigma di riferimento dei socialisti.

 

Cos’è il territorio.

Il territorio è l’insieme degli ambiti naturali, culturali, storici, sociali e giuridici individuali e collettivi in cui le persone affondano in modo diretto le proprie radici acquisendo in modo naturale e senza ulteriori intermediazioni caratteristiche valoriali specifiche. Nel territorio il cittadino elabora assieme ad altri cittadini la soluzione per la maggior parte dei suoi problemi, siano essi di salute, siano essi burocratici o di vita. Nel territorio i problemi della qualità della vita e dell’ambiente diventa aspetti della vita quotidiana individuale e familiare.

 

Valorizzare il territorio.

Per queste ragioni il “territorio” è per noi socialisti pavesi, il paradigma dei paradigmi ed è questo il nodo attorno al quale si deve sviluppare la progettualità socio-economica del PSI, a cominciare dalla tutela dei soggetti giuridici, sociali ed economici che al territorio danno vita e vitalità.

Nel territorio si incrociano gli interessi delle imprese a carattere locale (imprese municipalizzate, banche popolari e di credito artigiano, imprese artigiane, commerciali, turistiche e agricole, ecc…) a quelle degli enti istituzionali locali (comuni, enti ospedalieri, enti turistici, associazioni professionali e di impresa, ecc…).

A questi interessi e all’identità storica fanno riferimento la comunità locale. La politica socialista, coerentemente con l’impostazione della mozione e di questa proposta di integrazione,  intende valorizzare le comunità locali nella convinzione che la coesione sociale inizia proprio dalla valorizzazione del territorio così inteso.

 

Rendere efficaci i Servizi e rilanciare la sanità di base e la prevenzione

Vi sono comuni grandi e micro-comuni, ne prendiamo atto ma riteniamo che per fornire servizi all’altezza della aspettative riteniamo che vada resa conveniente la costituzione di consorzi fra comuni incentivando fortemente la nascita di enti di servizio consortili.

Agli enti territoriali va demandata la ricostruzione e la gestione della sanità di base, gratuita e diffusa in ragione di un rapporto fra numero delle unità e numero di cittadini serviti.

In relazione a questo obiettivo va definito lo schema di “unità di base” in relazione al rapporto fra livelli quantitativi e qualitativi minimi.

 

La natura quale paradigma di riferimento dei socialisti.

E’ noto che i socialisti sono nati come forza politica dell’uguaglianza e della libertà. Nei secoli passati le consapevolezze riguardavano prevalentemente i diritti del lavoro e di cittadinanza. Oggi, assieme a questi diritti, i socialisti sono consapevoli del fatto che è la natura il teatro in cui si svolge la vita e che la natura è costituita non solo dagli esseri umani ma dall’ambiente, dagli animali e da tutto ciò che lega gli uni agli altri. Per i socialisti il campo nuovo in cui addentrarsi è quello del rispetto di tutto ciò che costituisce la natura sia essa allo stato libero, sia esso allo stato antropizzato. L’acqua e l’aria garantiscono la qualità della vita e non devono essere disponibili né per chi non le rispetta né per chi le considera proprietà privata. Gli animali e le piante fanno parte della natura esattamente come gli esseri umani e qualunque sia la loro condizione a loro si deve rispetto a tutti i livelli. Assumere come partito politico la cultura del rispetto di tutto ciò che è “natura” è il presupposto della coerenza per il rispetto che si chiede verso le persone umane e i diritti dei cittadini.

Riteniamo che i socialisti debbano sentirsi parte attiva di tutto ciò che si muove a favore del rispetto dei diritti degli animali siano essi liberi o siano essi soggetti ad allevamento, così come riteniamo che larga parte della cultura ecologista debba entrare con pieno diritto a far parte della rinnovata cultura socialista.

Si devono pertanto prevedere pene molto gravi per il maltrattamento degli animali, per la detenzione abusiva di esseri viventi, per l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dei terreni. Soprattutto si deve pensare ad una diversa gestione dell’istituto del “patteggiamento” e della “prescrizione” in relazione a reati determinati dal disprezzo per la vita altrui, sia essa umana che animale nonché per crimini legati all’inquinamento comunque realizzato.

 

Conclusioni.

Augurandoci che la proposta di integrazione al documento nazionale venga recepita dai compagni, noi socialisti pavesi proporremo al congresso territoriale della nostra provincia un documento progettuale coerente e utile ai nostri territori di riferimento.

 

Mozione votata all’unanimità dalla
Assemblea dei Socialisti della Provincia di Pavia

 

 

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COMUNICATO STAMPA

 

 

Il Partito Socialista Italiano assiste inorridito all’indecente balletto condotto dalla Lega Nord e dal PD, che si consuma sulle spalle dei cittadini di Vigevano.

 

 

La Lega Nord, contraddicendo gli impegni presi a livello locale dalla sua rappresentanza politica e dalla lista “La Strada per Milano” guidata dal Sindaco Sala, oppone il suo NO all’ingresso di Vigevano nell’area metropolitana milanese.

 

Il PD, contraddicendo gli impegni presi a livello locale dalla sua rappresentanza politica, opera a tutti i livelli per impedire il distacco di Vigevano dalla provincia di Pavia.

 

Vigevano, già duramente colpita dalla crisi economica nazionale e locale, non può più permettersi

ulteriori perdite di tempo e, soprattutto, non può permettere a soggetti estranei alla città di prendere decisioni sulla pelle dei cittadini, contraddicendo programmi e impegni assunti pubblicamente e votati dai cittadini.

 

 

NOI SOCIALISTI PENSIAMO CHE IL VOTO DEI CITTADINI, QUALUNQUE SIA IL RISULTATO, VADA RISPETTATO.

 

 

Chiediamo pertanto alle forze della città di assumere le decisioni necessarie a tutelare la dignità dei cittadini e di Vigevano, se necessario anche proponendo il ritorno al voto.

 

 

 

PSI di Vigevano