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Maggio 2017
 

La situazione di Cilavegna.

Alberto Tappa, Responsabile cittadino di Cilavegna del PSI.

Premessa.

 

Dopo ormai otto anni di amministrazione comunale di centrodestra possiamo fare alcune riflessioni e stilale un primo bilancio.

Come Responsabile cittadino del Partito Socialista non posso far altro che rilevare come questa amministrazione non ha sufficientemente prodotto azioni per rendere il nostro paese attrattivo qualitativamente per l’insediamento di attività produttive che pure in questi anni nonostante la crisi si sono insediate nelle zone limitrofe dove hanno trovato attenzione alle loro richieste, infatti il nostro comune fin da subito ha imposto l’IMU al massimo, salvo un anno in cui vi è stata una leggera diminuzione.

Va altresì detto che questa amministrazione non ha avuto un approccio propositivo per provare a superare la moria o forte ridimensionamento delle attività produttive che risiedono sul territorio cilavegnese. Ancora oggi esistono aziende che versano in difficoltà e non trovano nell’amministrazione comunale una sponda su cui contare per esporre determinati problemi e nel cercare sostegno e ascolto verso le istituzioni nazionali.

In questi anni si è fatto un PGT che prevedeva un enorme espansione sia industriale che residenziale senza tener conto però della crisi che si stava vivendo, e che si vive ancora, la quale più che richiedere un’espansione di tipo quantitativo, richiedeva un’espansione di attività di tipo qualitativo.

A ciò va poi aggiunto che non è stato affatto previsto un consistente impegno finanziario per l’adeguamento dei sottoservizi, i quali vanno adeguati ai tempi e ne cito solo uno a titolo esaustivo: le fognature.   

Le altre questioni

  1.    “Bilancio partecipato”. Chiediamo che d’ora in avanti i futuri bilanci preventivi siano gestiti con la formula del “ bilancio partecipato”, ovvero, noi chiediamo che i cittadini di Cilavegna possano mediante la loro partecipazione e le loro proposte esprimere come e dove spendere una parte del bilancio comunale. 

  2. Fondi europei, nazionali e regionali. Non è più concepibile sentire assessori che dicano: “ che per riuscire ad avere i fondi europei o nazionali bisogna avere un santo in paradiso” .

    Noi diciamo che è vero che i fondi europei, nazionali e regionali sono di difficile accessibilità, ma bisogna che tutti e dico tutti, si impegnino, non solo i tecnici preposti alla compilazione e alla costruzione dei progetti per la partecipazione ai bandi. Se tutti, dagli assessori ai consiglieri di maggioranza, si dessero maggiormente da fare si riuscirebbe a fare più interventi sul territorio comunale, con un conseguente minore esborso da parte di tutti noi cittadini e di conseguenza anche le nostre tasse comunali potrebbero essere meno elevate, ed in più, faremmo lavorare aziende cilavegnesi.

  3. Viabilità e decoro pubblico. Chiediamo che d’ora in poi tutte le decisioni in materia di viabilità e decoro pubblico passino prima da consigli comunali, magari aperti alla cittadinanza, la quale potrà esprimere il proprio parere in via preventiva ed esporre anche osservazioni le quali poi verranno discusse all’interno del consiglio comunale.

  4. “Cilavegna è….”. Noi proponiamo che il giornale di Cilavegna, “Cilavegna è….” Venga trasformato in un formato digitale di più ampia diffusione e condivisione con un conseguente ampliamento delle tematiche e di contenuti, dandogli poi una cadenza mensile. Questa nuova concezione darebbe la possibilità a tutti i cilavegnesi di contribuire alla stesura del giornale con sempre nuove tematiche e rubriche riguardanti la vita del nostro paese.

  5. Strade di competenza provinciale. Invitiamo il sindaco a farsi portatore verso il Presidente della Provincia di Pavia, anche in modo deciso, del problema strade di competenza provinciale, le quali in certi punti versano in condizioni veramente pietose , in quanto la sicurezza ora comincia ad essere messa seriamente in discussione.  

  6.  Politiche sociali. Dobbiamo inoltre rilevare che questa amministrazione ha rivolto verso altre forme meno incisive le sue politiche sociali. Noi invece chiediamo di spingere maggiormente sul fronte delle politiche sociali attive, mentre invece ci si limita ad utilizzare le politiche sociali passive che, nell’immediato, sono indispensabili e vanno finanziate adeguatamente, ma se non sono accompagnate da progetti per il futuro diventano difficile sostenibilità. Questa giunta non si è dimostrata per niente attenta alle nuove povertà, le quali molto spesso sono visibili solo sottotraccia o sono presenti in modo latente.  

  7. Gestione dell’ambiente e del verde. Per quanto riguarda la gestione dell’ambiente e del verde in generale va rilevato che in questi anni ci si è sempre e solo limitati alla gestione ordinaria, senza prevedere progetti che potessero coinvolgere nel mondo della fauna e della flora del nostro territorio tutta la popolazione a cominciare dai più piccoli.

  8. Questione giovani. E’ da ormai diverso tempo che sostengo che per quanto riguarda i giovani l’amministrazione comunale deve porsi nella posizione di costituire un forum permanente d’ascolto che coinvolga i giovani fin dalle scuole di secondo grado inferiori per poter comprendere quali sono le loro richieste e i bisogni. Una parte essenziale la deve produrre anche la scuola, che deve collaborare sinergicamente con l’amministrazione.

  9. Casa Serena. In questi anni si è assistito ad un consapevole adeguamento del livello qualitativo di assistenza ai pazienti residenti nella struttura; ora però tutto questo deve essere mantenuto e ampliato con maggiori servizi dati sia alla popolazione residente in paese, che quella nelle zone circostanti. Le notizie che ci arrivano da questi mesi però ci fanno dubitare che si voglia mantenere ed investire su alti livelli qualitativi di assistenza che poi sono quelli che dovrebbero qualificare la struttura, infatti, noi ci aspettiamo maggiori investimenti sul personale di una certa esperienza e competenza, il quale sembra essere scemato già con l’abbandono del precedente direttore sanitario, ed ora viene riscontrato con la sostituzione di molti medici e fisioterapisti. Casa Serena deve essere considerata come un ospedale e gestita da personale di esperienza ospedaliero-universitaria, anche se di fatto non lo è, ma il presidente dovrebbe tener conto di certi principi inderogabili quando prende determinate decisioni e quando ne va a discutere in Regione Lombardia.    Noi sosteniamo che le camere mortuarie andavano fatte e vanno fatte, soprattutto per una questione sanitaria e di dignità e rispetto dei deceduti e dei loro familiari.

    Detto questo riteniamo che i soldi spesi siano eccessivi e che la struttura avrebbe potuto spenderli meglio per migliorarsi ancora qualitativamente.

  10. Questione rifiuti. Noi troviamo eccessivo il fatto che per lo smaltimento di essi il nostro comune con circa 5600 abitanti debba pagare più di 700000 euro per un servizio che dovrebbe farci risparmiare. Forse il problema è il consorzio dove Cilavegna è inserita, e per questo invitiamo il Sig. sindaco a rendersi disponibile a sondare altre realtà vicino a noi, le quali sono molto più virtuose e stanno producendo ottimi risultati per i cittadini che usufruiscono di questo servizio.

  11. Asparago di Cilavegna. Va notato il fatto che questa amministrazione non è stata in grado di promuovere e valorizzare sufficientemente questo prodotto, in quanto si è persa una grandissima occasione non andando a presenziare e a pubblicizzare il nostro asparago ad Expo 2015 di Milano insieme al consorzio che lo tutela. Rileviamo inoltre che non è sufficiente dare i singoli contributi alla Pro Loco in occasione della famigerata festa, ma bisognerebbe sedersi attorno ad un tavolo tutti assieme, cioè: produttori e amministrazione comunale e studiare dei piani di intervento suddividendoli per aree di competenza creando così magari dei lavori incentivati o finalizzati ad obbiettivi che tutti compattamente ci si propone di raggiungere.

  12. Proprietà dell'ex maglificio Cagi. In fine chiediamo che il sindaco si attivi verso la proprietà dell'ex maglificio Cagi affinché provveda  velocemente a rimettere in condizioni di sicurezza i muri del fabbricato che confinano con Via Due Giugno. In quanto è già da diverso tempo che si assiste alla caduta di calcinacci piuttosto grossi, i quali depositandosi a terra, ne ostruiscono in parte la carreggiata e recano un serio pericolo a chi transita lungo i muri della fabbricato.

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