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L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e spazio al chiusoLa Federazione del Psi Area Metropolitana di Milano intende contribuire alla discussione congressuale, con un questo documento.

Milano e la Lombardia rappresentano, nel nostro Paese, la realtà territoriale più importante dal punto di vista Produttivo economico e finanziario. La Lombardia rappresenta il 21% del PIL nazionale, sono presenti quasi il 10% delle imprese italiane, in cui lavorano circa 3,8 milioni di lavoratori. Una Regione importante nel contesto economico sociale, non solo italiano, ma europeo. E’ nostra convinzione, quindi, che per far ripartire l’Italia è necessario che il resto del Paese prenda a modello il sistema socio economico lombardo.

Risorsa Lavoro

I socialisti ed il PSI devono tornare ad essere nel Paese protagonisti e portatori di un modo diverso di intendere e interpretare la politica e l’impegno politico.

La politica economica europea di austerità, l’insufficienza delle scelte governative nell’affrontare la grave crisi economica, finanziaria e sociale che ci ha accompagnati in questi anni, sta facendo pagare un prezzo elevato alle classi meno abbienti, al ceto medio, aumentando la disoccupazione, la povertà, le disuguaglianze e le ingiustizie sociali.

La disoccupazione giovanile al 40% è un dato drammatico che condiziona il futuro del nostro Paese.

Il Lavoro, in tutte le sue forme, con le modalità che i forti cambiamenti producono deve essere al centro della nostra azione politica. Il capitale umano, composto da uomini e da donne in età lavorativa, devono avere priorità assoluta nelle scelte politiche e di governo.

Occorre una legislazione di riforme che agevoli e favorisca, la micro economia, le aziende artigiane, le piccole e medie imprese, che incentivi le nuove attività, nuove professioni, che combatta la burocrazia amministrativa paralizzante.

Si deve intervenire sul regime fiscale, ridurre la pressione fiscale, ridurre il cuneo fiscale in modo da rendere le imprese più competitive e le buste paga più pesanti.

E’ urgente definire il Disegno di Legge per le liberalizzazioni, prestando attenzione a non svendere il patrimonio pubblico utile alla collettività. Nell’attuale contesto legislativo non riteniamo utile l’ulteriore quota di privatizzazione di Poste Italiane, nonostante gli utili realizzati negli ultimi anni, e del Gruppo FS. Il rischio dopo Telecom e Alitalia, è quello di ulteriori perdite di migliaia di posti di lavoro e peggioramento della qualità e sicurezza del Servizio

Democrazia e Partecipazione:

Dare la possibilità ai cittadini di partecipare alle scelte Istituzionali negli Enti locali, dando più potere agli organi democratici collegiali oggi detenuti dagli organi monocratici attraverso la revisione della legge in vigore, senza aggravare la spesa, riportando il numero dei Consiglieri comunali a quelli previsti dall’art. 37/ del DLgs 267/200, attribuendo più potere al Consiglio comunale.

Deve realizzarsi una sinergia tra pubblico privato definendone il perimetro e le reciproche modalità di intervento, coinvolgendo le parti sociali per contribuire a rendere le nostre aziende più competitive nell’ambito nazionale ed europeo, per sviluppare occupazione e produrre ricchezza.

Affrontare con coraggio la proposta della rappresentanza dei lavoratori (Art.39 della costituzione) in un quadro che responsabilizzi lavoratori e imprese per una maggiore efficienza e competitività, attuando (Art. 46 della costituzione) (cogestione)

Occorre investire nella ricerca e sviluppare maggiormente in maniera strutturale l’intreccio scuola lavoro valorizzando e investendo sulla scuola, sulle università. Realizzare momenti di formazione continua per rendere i nostri giovani formati e idonei a fronteggiare un futuro fatto di nuove professioni, nuove modalità di lavoro che l’evoluzione tecnologica avanzata crea in sostituzione di quelle tradizionali.

. Sono oltre dieci milioni i cittadini italiani sotto la soglia minima di povertà. Non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti, dobbiamo agire politicamente !!!!! Riteniamo la recente ’approvazione della legge sulla povertà un buon punto di partenza. Queste sono alcune delle sfide che come socialisti dobbiamo affrontare, sul nostro territorio e a livello nazionale, nella nostra azione politica quotidiana.

Sociale

Nel nostro paese, vi sono due categorie sociali che migrano verso altri lidi: I giovani e i pensionati. I giovani in cerca di occupazione per costruirsi il loro futuro , i pensionati alla ricerca di un posto dove poter vivere dignitosamente ed essere autosufficienti con la loro pensione; come socialisti dobbiamo farci carico di proposte di politiche attive sul lavoro e l’integrazione ai redditi minimi di pensione per limitare questo fenomeno i sociale. l’invecchiamento della società è’ un dato di fatto, nel 2040 metà della popolazione supererà i 65 anni, se non si vuole produrre esclusione ed emarginazione va progettata una “società su misura per l’anziano.”

L’assistenza, la socialità le infrastrutture , la difesa della salute, la lotta alla solitudine, la garanzia dell’autosufficienza sono le azioni indispensabili, per migliorare la qualità della vita della popolazione più anziana. Si devono potenziare le strutture assistenziali territoriali, legate ad una politica di accompagnamento e di assistenza domiciliare. Si devono pensare e mettere in atto sistemi innovativi, come avviene in altri paesi: Svezia, per esempio, attraverso la rinuncia volontaria di tre giorni di ferie annue per ogni lavoratore, per finanziare dei fondi gestiti da lavoratori, Istituzioni locali, rappresentanti dell’impresa per creare apposite strutture, residenze , villaggi abitativi con servizi sanitari interni, senza allontanare l’anziano dal suo contesto territoriale.

Lotta alle povertà nascoste ed alla povertà di ritorno, dopo le banche salviamo le famiglie :Un piano di aiuto per quanti hanno perso la casa e non sono nelle condizioni di accedere agli immobili in affitto sul libero mercato ne tanto meno a quelli del patrimonio ERP. Creazione di un fondo per l'acquisizione degli immobili destinati ad abitazione principale ed oggetto di vendita giudiziaria in modo da implementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, permettendo ai vecchi proprietari di rientravi in possesso con la formula del affitto con riscatto.

Sicurezza e valori

Conseguenza del degrado sociale è la percezione diffusa del malessere, la ricerca di sempre maggiore sicurezza rispetto a fenomeni complessi come quello dell’immigrazione, il non rispetto delle regole, l’evidente lassismo e a volte l’impotenza delle autorità rispetto a questi fenomeni.

E’ in questo terreno fertile che cresce l’indignazione e l’insofferenza, la disaffezione, nei confronti de la politica, contro i partiti, si alimenta il populismo, cresce l’astensionismo e l’individualismo.

Si vede nello straniero di turno il nemico, colui che vuole portarci via il lavoro la casa, la sanità. In un contesto di involuzione politica e sociale chi paga il prezzo più alto sono le categorie più deboli.

La violenza reiterata anche nell’ambito famigliare nei confronti delle donne, dei minori, il cammino sempre in salita nell’affrontare le questioni di genere, delle pari opportunità, i casi di omofobia, sono la testimonianza drammatica della grave crisi dei valori che il nostro Paese e l’Europa in generale stanno vivendo. Noi socialisti, portatori di una cultura laica e liberale non possiamo non sostenere i diritti inalienabili dell’individuo, compresi quelli civili.

La Scuola, la conoscenza, l’istruzione sono alla base di qualsiasi iniziativa tesa a ricercare soluzioni alla complessità della nostra società. Va pensata e realizzata una vera riforma della scuola non solo sotto l’aspetto gestionale amministrativo ma soprattutto nell’ambito della didattica dell’insegnamento finalizzato alla educazione e formazione delle nuove generazioni, della nuova classe dirigente del nostro Paese.

Equità

Occorre ridistribuire la ricchezza in modo più equo. Ognuno deve contribuire in base alle proprie disponibilità. Anche le tasse devono rispondere alla stessa logica. La nostra pressione fiscale è troppo alta per tutti e limita fortemente la disponibilità agli acquisti e quindi la produzione, in funzione del rapporto tra domanda e offerta. Vanno ridotte e abbassate le aliquote IRPEF. Così come è necessaria l’applicazione di una imposta patrimoniale finalizzata, come in Francia (ISF Mitterand), alla riduzione del debito pubblico italiano. Come in altre parti del mondo va combattuta e punita con pene severe l’evasione e l’elusione fiscale, da qualsiasi parte essa provenga o si manifesti. Cosi come va perseguita concretamente la corruzione. Non si spiega diversamente perché a venticinque anni da mani pulite, la corruzione nel nostro paese si è notevolmente affinata, organizzata e sviluppata.

Unione Europea

Consideriamo determinante la nostra adesione, impegnandoci e impegnando l’unione Europea ad una rivisitazione dei trattati su: regole fiscali che evitino concorrenze sleali tra gli stati aderenti; una politica estera unitaria (un esercito e una forza di polizia europea); una politica sull’immigrazione condivisa e partecipata da parte di tutti gli Stati membri, una Banca Europea con più poteri d’intervento a sostegno di maggiori investimento per lo sviluppo degli stati membri.

Il Partito

Non abbiamo condiviso e non condividiamo iniziative giudiziarie per trovare soluzioni a visioni politiche che possono essere diverse ma che devono trovare soluzioni all’interno della comunità, del Partito.

Non possiamo guardare agli scenari futuri in campo politico economico e sociale, con la testa all’indietro o con le suggestioni del passato. Bisogna bandire le cattive vecchie abitudini, le vecchie logiche, i pregiudizi e le divisioni che troppo spesso ci riconducono ad un passato che non esiste più e che non potrà mai più ritornare ad essere come prima. Prendiamone atto.

Ripartiamo con una volontà unitaria, inclusiva, coinvolgendo nell’ambito della politica e della società civile, chi è disposto a condividere con noi una nuova esperienza, quanti non si riconoscono nel clamore urlato della sterile politica del voto contro, ne con una politica del trasformismo, che non avendo salde radici ideali, segue la parte dove più forte soffia il vento di un rinnovato populismo.

Proponiamoci con un progetto politico e un partito organizzato che si occupi a tempo pieno dei bisogni e dei problemi della gente e che sappia dare loro una speranza per una società e un futuro migliore, capace di promuovere e governare il cambiamento nei prossimi decenni.

Al Congresso, al nuovo gruppo dirigente chiediamo di considerare l’opportunità di rinnovarci anche nel simbolo e nel nome del partito. Salvaguardando la memoria valorizzando la nostra storia, attualizzando gli ideali del socialismo al contesto storico che viviamo, consentendo di far riconquistare ai Socialisti riformisti in Italia, nuovi consensi politici ed elettorali .

Il partito socialista per essere protagonista nelle nuove sfide che ci attendono deve essere ben strutturato e organizzato sul Territorio, rilanciando la funzione collettiva di “rispecchiamento empatico” in modo da riconquistare la fiducia dei cittadini, nelle nostre idee nelle nostre azioni. Questo lavoro deve essere supportato a livello centrale da un manifesto politico incentrato su alcuni temi forti, con proposte chiare, di immediata ricezione

Il rinnovamento deve essere portato avanti con trasparenza investendo sulle compagne e compagni che hanno capacità, passione politica, e hanno a cuore la crescita del partito.

Gli organismi devono essere rappresentativi e dimensionati alla effettiva presenza del partito nei singoli territori. Soprattutto devono essere organismi che producano idee e iniziativa politica. La struttura del Partito, il Consiglio Nazionale, la Segreteria devono essere ridotti nel numero e rispondere a criteri di efficienza ed efficacia nella elaborazione politica, nella comunicazione, nel supportare i territori e soprattutto nel sostenere con determinazione l’autonomia politica, le scelte del partito in ogni istanza in ogni occasione. In questa logica se si conviene di derogare al fatto che il Segretario Nazionale non possa ricoprire incarichi di governo, occorre ripristinare le figure del vice segretario e/o del portavoce in modo tale da non precluderci la possibilità di poter dire sempre e comunque come la pensiamo senza vincolo alcuno evitando il rischio di essere percepiti come appiattiti in tutto e per tutto con la politica del governo. Dobbiamo attrezzarci nel modo migliore, per affrontare questa nuova fase politica, che può essere a noi favorevole, considerata la grave crisi interna al PD e la frammentazione del centro destra.

Abbiamo l’esigenza di renderci visibili, contro la volontà dei circuiti mediatici e della stampa che tendono quasi sempre ad oscurarci. Dobbiamo trasformare questo congresso straordinario in uno straordinario congresso che ridia il gusto e la passione di fare politica e il giusto ruolo ai socialisti e al socialismo in Italia e in Europa.

 

DELEGATI CONGRESSO STRAORDINARIO NAZIONALE

BROI MAURO

CASSANI ENEA

CASSAVIA GALDINO

CRO ANTONINO

FOLLADOR ANTONIO

FORCELLA GIACOMO

FUSTO LUIGI

MAGGI CALOGERO

PARLATO MASSIMO

RANIERI FRANCESCO VINCENZO (ENZO)

RUSSOTTO ROSARIO

SCOZIA ANGELO

VANINI ANDREA

VINCIGUERRA MARIA GRAZIA

VULTAGGIO GAETANO

DELEGATI SUPPLENTI

COPPOLA FILIPPO

BIUSO GIUSEPPINA

BOLOGNESI GIORGIO

CURRA’ GIUSEPPE

GENTILE AMELIA

LUNGHI LUCIANO 

RAVELLI ANGELO