Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

di Emanuele Caso

Delle scosse telluriche che l’operazione di vendita delle azioni di Acsm Agam in mano al Comune sta determinando nel centrosinistra comasco avevamo dato conto ampiamente finora, ma ora c’è anche un documento ufficiale che dichiara apertamente il “no alla svendita”. Arriva dal Partito Socialista in condivisione con Paco Sel – forza con due consiglieri in maggioranza e l’assessore Bruno Magatti in giunta – tramite un documento comune dai toni ultimativi. Lo alleghiamo integralmente.

Lunedi 11 aprile la Giunta del Comune di Como sarà chiamata a esprimersi e decidere sulla vendita di una parte delle azioni di ACSM-Agam , società di cui Como detiene il 24,8% insieme al comune di Monza che ne possiede il 27,1% , a favore di A2A che detiene la quota del 23,9% e che , raggiunto il 25% delle azioni potrebbe aprire un’OPA e arrivare al controllo della società.L’assessore Savina Marelli, competente su tale materia, e con lei il Sindaco, da tempo sollecitano tale soluzione ritenuta necessaria per rendere ACSM-AGAM più forte e meglio attrezzata e quindi in grado di poter competere sul mercato della distribuzione e vendita di gas, acqua e energia elettrica. Tesi fantasiosa.
Il PSI in più sedi, sia al proprio interno con un attento studio e analisi del problema, sia nel confronto con le altre forze politiche che sostengono l’attuale amministrazione, (per la cronaca giovedì scorso si sono incontrate le delegazioni del PSI e di PACO-SEL), ha posto come punto di partenza la necessità di salvaguardare l’interesse prioritario della città e in particolare dei cittadini di Como che attraverso i loro risparmi hanno contribuito a dare corpo e sostanza a questa ex municipalizzata. E la vendita di quote di ACSM-AGAM non ci sembra vada in quella direzione
Pur condividendo la necessità di eliminare o di uscire da quelle aziende partecipate che vivono solo allo scopo di mantenere il proprio CdA riteniamo che questo principio non possa applicarsi a ACSM-AGAM, società che, per citare i risultato economico dell’anno passato, ha dato al Comune di Como circa 900mila euro di dividendi. La ipotizzata vendita di parte delle azioni porterebbe al Comune della liquidità, di cui al momento non vediamo un progetto su cui investirla e che possa dare analoghi introiti, e una minima partecipazione azionaria che renderebbe insignificante la presenza del Comune di Como in A2A.  E, come abbiamo più volte ribadito, non possiamo continuare a svendere il patrimonio di Como, senza un progetto complessivo che, partendo dai reali problemi della città e delle periferie e avendo presenti le difficoltà del momento , riesca a coordinare i singoli interventi sia sul patrimonio immobiliare abitativo sia sugli edifici pubblici, sia sulle aziende partecipate, con progetti di riconversione e dotazione di migliori servizi a favore della collettività, con investimenti su cultura, sport e turismo .

Per questi motivi il PSI ritiene che sia un grave errore la cessione di quote di ACSM-Agam e invita la Giunta a riflettere su questa operazione irreversibile, che facendo perdere il controllo dell’azienda priverebbe la città di una realtà operativa importante con gravi ripercussioni sui lavoratori, sui piccoli azionisti e rischiando anche per questo settore di finire nella sfera di influenza metropolitana.

La segreteria:
Enzo Barni, Edoardo Riva, Angelo Soccio