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Salvo Parigi ha avuto una vita ricca e gratificante.

 

Superata la fase del secondo conflitto mondiale, dove è nota la sua militanza partigiana, ha vissuto un'attiva e piena da militante socialista e da dirigente dell' ANPI.

 

In queste ore sono numerosissime le testimonianze che arrivano dai compagni socialisti sparsi nella provincia che ricordano la disponibilità di Salvo a partecipare alle assemblee di sezione dove portava sia le sue notevoli sensibilità politiche, la sua grande competenza professionale, la sua generosità..

 

Lo ricordo come una persona determinata e forte senza per questo averlo mai visto perdere la calma. Uomo certamente carismatico era disponibile a insegnare, spiegare e confrontarsi su temi sia tecnici che politici anche con chi, giovane socialista come me, stava cercando di "capirci qualcosa".

 

Più che paziente era "carismatico". Il carisma di chi la sa lunga ma, certo, non se ne vanta troppo.

 

Oltre all'impegno in Comune di Bergamo e in Regione ricordo volentieri il suo impegno per la salvaguardia del Parco dei Colli sia all'interno che dall'esterno dell'Ente.

Un forte abbraccio al suo caro figlio Ettore, conosciuto ai tempi della Federazione Giovanile Socialista, e sentite condoglianze a tutta la famiglia e a chi gli ha voluto bene.

 

 

 

Francesco De Lucia

segretario provinciale PSI

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L’autostrada A4 è sempre più un inferno: è veramente ora di dire basta.
Venerdì 29 gennaio altri tre giovanissimi hanno perso la vita a causa di un grave incidente stradale avvenuto all’altezza di Seriate, in quella stessa autostrada in cui nel 2015 si sono verificati una decina di incidenti mortali, alcuni con più di una vittima. Spesso si tratta di ragazzi giovani, come nell’ultimo terribile caso.

Il 9 gennaio scorso, in occasione del riuscito convegno “Infrastrutture e ambiente” alla presenza del vice ministro Riccardo Nencini, dell’assessore regionale Alessandro Sorte, del presidente della Provincia Matteo Rossi e del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, avevo già accennato all’assurda situazione della A4: inquinamento, congestione, incidenti a raffica, morti. Il tutto aumentato in modo esponenziale dal transito di mezzi pesanti in quantità insostenibile.
L’anno scorso in Italia sono stati stimati circa 84.000 decessi solo per inquinamento dell’aria. E la zona di Bergamo “collabora” in maniera decisiva alla crescita di questi già poco rassicuranti numeri.

Tutto ciò in presenza di un’altra arteria stradale, la BRE.BE.MI, tristemente famosa per il suo incredibile deserto nonostante fosse stata pubblicizzata come la soluzione al continuo caos della Milano-Venezia. Risorse private e pubbliche praticamente inutilizzate, con terreni sottratti, senza motivo, all’agricoltura e al godimento sia dei privati che della collettività.

Questa situazione è ormai inaccettabile: in altri Paesi, come l’Austria tanto per citare un esempio, nel passato i governi (a volte “motu proprio”, a volte su sollecitazione dei movimenti ambientalisti) hanno bloccato e poi contingentato il transito dei mezzi su gomma.

Perché invece da noi nessuno fa nulla? Perché da noi nessuno si chiede come sia possibile che ci sia un’autostrada completamente paralizzata dal traffico e tanto sporca di sangue di vittime innocenti e, al tempo stesso, un’altra, che le corre a fianco, praticamente inutilizzata?

Le autorità dove sono?

E’ ora che chi di dovere si assuma le proprie responsabilità e faccia qualcosa di concreto: basta con le scuse. Oppure i lombardi ne trarranno le logiche conseguenze.

Francesco De Lucia, segretario provinciale Psi Bergamo