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E' di due giorni fa la notizia che Robert Fico, primo ministro slovacco, ha deciso di ricorrere contro la ricollocazione dei migranti, eludendo così i provvedimenti presi in seno al PES precedentemente.

Solo un mese fa, i partiti socialisti e social-democratici europei si riunivano a Bruxelles dopo le dure e condivisibili dichiarazioni di Gianni Pittella, Presidente del gruppo S&D al Parlamento Europeo, di voler sospendere Fico e il suo partito SMER (Socialdemocrazia) dal tavolo del PSE. Il PSI non è stato da meno nel discutere in merito alla questione. Grazie soprattutto al lavoro svolto in questi anni da Luca Cefisi.

 

Come responsabile per il PSI del “coordination team”, ossia delle riunioni di coordinamento tra tutti i partiti membri del PSE, ho preso parte al dibattito. 

 

La richiesta di Gianni Pittella di sospendere lo Smer, nasceva dall’insofferenza, a mio avviso naturale, nei confronti di quanto dichiarato dal leader di questo partito in merito alle politiche migratorie europee. Fico ha sostenuto che 'l'immigrazione di massa di musulmani, che inizierebbero a costruire moschee, non sarà tollerata', o che 'la Slovacchia è per gli Slovacchi, non per le minoranze', e ha addirittura parlato di 'restrizione delle libertà dei musulmani in Europa, equiparando i migranti ai terroristi.

E allora cosa differenzia Fico da Orban? Una delle ragioni che mi rende fiera di essere socialista, è che di fronte a coloro che non rispettano i nostri valori fondamentali, mi è stato insegnato che non si può restare in silenzio. Negli ultimi anni, il PSE sta vivendo una crisi identitaria profondissima. Uno spaccato di culture e tradizioni politiche divide l’Italia, la Francia, la Spagna, dai compagni dell’Est o da quelli del Nord-Europa. Insomma, qualcosa sta andando storto! Un partito senza leadership ha vita breve e ne ha ancora di più quando piuttosto che dettare la linea politica ci si riduce a mere manifestazioni di protocollo.

Ed è qui che la domanda sorge spontanea: “Com’è possibile che di fronte ad un messaggio politico così sbagliato come quello di Fico, i vertici del PSE siano rimasti in silenzio a guardare?”. La verità è che aveva ragione Enrique Baron, un cambiamento di rotta era ed è necessario. E Gianni Pittella arrivava al momento giusto, colmando un vuoto con la sua proposta e dando a noi tutti la possibilità di gridare forte e chiaro che il rifiuto non è una soluzione, né tantomeno lo sono i fantomatici muri che si alzano. Piuttosto, valori come responsabilità, solidarietà e integrazione, quelli sì che fanno parte della nostra storia. Questa storia che ogni giorno ci affanniamo a difendere e che è l’essenza stessa del nostro quadro di valori. Cari compagni, non conta quanto grandi o piccoli possiamo essere. Conta quello che possiamo ancora dire. Il PSI ha contribuito a costruire questo enorme contenitore che oggi è il PSE, importanti personalità del nostro partito sono state protagoniste delle principali tappe dell’integrazione europea. Un tema che oggi dovrebbe nuovamente essere affrontato. Questo è quello che il PSI ha sostenuto con forza durante la discussione, chiedendo ai compagni slovacchi di ripensarci e di ritornare sulle loro posizioni.  Spiegando che bisogna essere radicali nei principi e duttili nelle soluzioni. Non dobbiamo trovare soluzioni radicali che negano i principi stessi. La giornata si è conclusa con una proposta di monitoraggio della situazione slovacca e per il momento, di non sospendere lo SMER dal PSE. E' chiaro però, che bisognerà rivedere le varie posizioni e se il "compagno" Fico deciderà di continuare su questa strada, allora la sua appartenenza a questa famiglia politica rischia di non avere più alcun senso.

Simona Russo

Segretaria della FGS Milano

Assistente politico presso il Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo

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Commenti   

+1 #1 condivisioneSanto Consonni 2015-12-09 10:17
Condivisione piena dell'intervento e convinzione che a tutti noi, per quanto nelle possibilità, tocchi di lavorare nella direzione sollecitata.
Grazie a Simona Russo per questo impegno a tenere aperta sul nostro sito, contribuendo a rilanciarlo nell'interesse e nella politica, una finestra sull'Europa che rappresenta il futuro auspicato e necessario.
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